RASSEGNA STAMA

Mostra L'Iperrealismo astratto di Michele De Agostini

Nei suoi quadri solidità compositiva e spregiudicatezza creativa sono le caratteristiche principali. Le sue opere, eseguite prevalentemente con tecniche grasse, si muovono in una percezione destrutturalizzante della realtà. Emozione ma anche astrazione dell’astrazione.
Sta di fatto che una volta entrati in quei labirinti silenziosi fatti di fusioni cromatiche, matericità, azioni e reazioni dettate da un istinto atavico, l’occhio perde il controllo del tempo e si inoltra in un percorso illusionistico reale dove il colore, steso con vigoria gestuale e ordinata casualità, si impressiona in un equilibrio permanente lasciando il nostro sguardo aleggiare sulla superficie dipinta.

Treni a Vapore

Arte, creazione ed esistenza, esplorando nuove possibilità comunicative all’interno di un'indagine che è totale.

Un lucido viaggio tra caos e ordine, cercando di essi i confini e le armonie di contatto che Michele De Agostini identifica nel termine “dermatismo“, metafora di una ricerca che parte da sotto la superficie del nostro avvertire per poi elevarsi a più sublimi estensioni. 
L’Arte è, così, termine quasi riduttivo per un processo creativo in continuo divenire in cui l'uomo è artefice, ma, a sua volta oggetto di trasformazione da parte di quanto egli stesso ha creato.Per questo l'arte non ha mai fine, una sorta di spirale che nel tempo si evolve nel suo linguaggio, aprendo sempre più la possibilità dell'uomo di esprimersi e di comprendersi. La scelta dell'astrazione, soprattutto per lui che ha solide base figurative ed è un eccellente fumettista, è una volontaria trascendenza dal sensibile diretto, ma senza una rinuncia definitiva al dato sensoriale ed a quello emozionale.
In questo incontro di opposti e nella ricchezza dell’ottimo linguaggio coloristico e stilistico, Michele De Agostini impone la propria personalità maturata nella sua formazione parigina, a diretto contatto con l’eccellenza dell’arte contemporanea. Opere, le sue, di ampie dimensioni come gli stessi contenuti dei suoi lavori che non sono figli di un pensiero debole.

Fabio Favretto

Guardando alcune opere di Michele De Agostini

Il senso del colore si incanala in flussi di energia che attraversano la superficie e creano un reticolo sul quale gesto, segno e materia pittorica creano una combinazione di effetti molteplici.
Tra questi è marcata la forza dell’illusione della profondità fisica, entro cui l’artista sa catturare lo sguardo dell’osservatore e sospenderlo in una condizione di attesa: il tratto magmatico della pennellata distende infatti l’impasto e lo proietta in una prospettiva di là da venire, ma prossima a concretizzarsi nella magia di un equilibrio armonico in cui tutto, pur sgorgato dalla mente dell’autore con foga espressionistica, sembra disposto secondo un progetto teso all’armonia e all’equilibrio dei diversi elementi compositivi. 
La poetica di Michele De Agostini ha sicuramente una lontana matrice naturalistica, che durante la ricerca di questi anni si è innervata di consapevolezza dei procedimenti creativi e di sostanza di pensiero.

Enzo Santese
11/11/2014